ABBIAMO RICEVUTO E, VOLENTIERI PUBBLICHIAMO, IL TESTO DEL COMITATO DI TARANTO PER SOSTENERE L'ORGANIZZAZIONE DEL “Primo Marzo 2010 Sciopero degli stranieri”
Stranieri non tanto dal punto di vista anagrafico, ma perché estranei al clima di razzismo che avvelena l'Italia del presente. Autoctoni e immigrati, uniti nella stessa battaglia di civiltà.
La battaglia di gennaio a Rosarno non è stata un semplice episodio ma l’epilogo di una situazione conosciuta da anni e che è stata volutamente ignorata dalle autorità politiche e dalle forze dell’ordine. Una condizione di vita inumana che ha fatto comodo ai proprietari terrieri e alla malavita organizzata che ha ottenuto la sua parte di profitto. Già da dieci anni si era a conoscenza che i lavoratori stranieri, nelle campagne di Rosarno, venivano presi di mira da squadre di giovani delinquenti armati di fucili ad aria compressa, e già si erano verificati episodi più gravi sfociati in attentati e ferimenti con armi da fuoco. Nel caso di Rosarno, così come nelle campagne della Puglia e della Campania, non si può nemmeno parlare di sfruttamento del lavoro: è necessario dire apertamente che si è passati alla riduzione in schiavitù dei lavoratori stranieri in stato di bisogno.
Questo stato di cose non è neppure una novità: già nel 1989 veniva assassinato Jerry Masslo in una baracca di Villa Literno, colpevole, insieme ad altre centinaia di lavoratori stranieri, di cercare di sottrarsi allo sfruttamento della camorra che, per prima, ha visto la enorme possibilità di arricchimento sulla pelle dei più poveri. Proprio a Villa Literno, oltre venti anni fa, si organizzava la “caccia al nero” per le strade del paese e si distribuivano volantini che incitavano all’odio razziale e alla violenza. I liternesi, sempre vent’anni fa, battezzarono la piazza in cui si raccoglievano i braccianti stranieri in attesa dei caporali ”Piazza degli schiavi”.
Negli anni, di fronte al fenomeno migratorio di massa verso i paesi ricchi, a seguito del moltiplicarsi delle guerre e dell’accresciuta disparità della distribuzione della ricchezza, si è ancor di più radicato il sentimento razzista in tutta Italia, così come nel resto delle società opulente. Si moltiplicano gli episodi di razzismo, aumentano gli omicidi degli stranieri per mano di balordi o di padroni che non vogliono pagare il dovuto, aumentano gli infortuni sul lavoro a carico di stranieri mandati sui cantieri senza alcuna misura di sicurezza.
Prima ancora di Rosarno si deve ricordare la rivolta degli stranieri a Castel Volturno in seguito alla strage camorristica di sei lavoratori africani.
No: Rosarno non è stato un episodio isolato, ha soltanto messo sotto gli occhi di tutti un rodato sistema di nuova schiavitù a cui dobbiamo opporci per riconquistare la nostra civiltà e umanità.
Per questo motivo le comunità migranti di Taranto, insieme ad associazioni e organizzazioni locali, aderiscono alla giornata di mobilitazione nazionale del 1 marzo 2010.
Il Comitato propone, inoltre, come obbiettivo minimo, di dare continuità alla mobilitazione perseguendo la modifica dell’art. 18 del testo unico sull’immigrazione, adeguandolo alla direttiva 2009/52/CE, che prevede l’obbligo del rilascio del permesso di soggiorno per ricerca di lavoro alle persone straniere non in regola con i documenti, le quali denunciano condizioni di sfruttamento e caporalato.
mercoledì 3 febbraio 2010
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