COMUNICATO DA DIFFONDERE E DIVULGARE. GRAZIE 14 NOVEMBRE ORE 17.30 LOA ACROBAX VIA DELLA VASCA NAVALE 6 (EX CINODROMO) INIZIATIVA DI DIBATTITO CON AVVOCATI-E, OPERATORI E ASSOCIAZIONI A SEGUIRE CENA SOCIALE DI SOTTOSCRIZIONE Vi inviamo un comunicato sull'iniziativa contro le morti in carcere, con preghiera di farlo girare. Grazie Madri per Roma Città Aperta
Morire di Stato Salutare un figlio. Rivederlo morto.E' il dramma di Patrizia, madre di Federico Aldovrandi, ucciso da quattro poliziotti durante un fermo.E' il dramma di Ornella madre di Nike Aprile Gatti, morto nel carcere di Sollicciano (Firenze),E' il dramma di Maria, madre di Manuel Eliantonio,morto nel carcere di Marassi a 22 anni.E' il dramma della mamma di Stefano Cucchi, morto in carcere a Roma dopo un arresto per pochi grammi di droga.Uno stato che sottrae un figlio e lo restituisce morto, negando ogni possibilità di avvicinarlo, di esercitare il diritto di ogni madre di constatare la salute e le condizioni del proprio figlio, anche di chi si trovi in carcere.In ricordo di Renato, accoltellato per odio e intolleranza nel 2006, le Madri per Roma Città Aperta vogliono interrogarsi su questi eventi, su queste maternità negate che calpestano i diritti dell'individuo e rappresentano un gravissimo segnale di deriva della nostra democrazia.Anche queste morti appartengono al tema della sicurezza. Sicurezza anche dei cittadini quando hanno a che fare con le istituzioni repressive e carcerarie.Per questo come madri non vogliamo dimenticare Nabruka Mimuni, la donna che si è tolta la vita nella notte tra il 6 e il 7 maggio di quest'anno nel lager di Ponte Galeria, alle porte di Roma.Abbiamo contestato ai vari sindaci la risposta xenofoba e repressiva delle istituzioni a fenomeni di grave disagio e precarietà, che ha alimentato episodi di razzismo e violenza, opponendo, praticando e sostenendo la cultura della diversità e del rispetto.Vogliamo affrontare il tema della sicurezza portandolo anche dietro le mura di un carcere o di un CIE. Vogliamo riproporre il tema dei diritti dentro la città e soprattutto nei luoghi dove sembra che rappresentanti dello Stato possano esercitare un diritto di vita e di morte su cittadini italiani e stranieri.Come le madri argentine di Plaza de Majo, le madri cinesi di Piazza Tien a men e le madri iraniane hanno chiesto giustizia e verità per i loro figli, le Madri per Roma Città Aperta vogliono sostenere e dar voce ad ogni madre che voglia rivendicare la dignità e i diritti dei suoi figli strappati alla vita.Comitato Madri per Roma Città Apertamadrixromacittaperta@libero.itSabato 14 novembre ad Acrobax (ex Cinodromo)Ponte Marconi ore 17,30Incontro con avvocati, operatori del carcere, associazioniCena per sostenere la famiglia di Manuel Eliantonio
martedì 10 novembre 2009
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Post più popolari
-
Sabato 28 AGO. Una partecipazione convinta per Ali libero No all’estradizione! Ali Orgen ha mobilitato una numerosa manifestazione di orga...
-
PeaceReporter - Il caso di Alì Orgen
-
Corrispondenze (da Il Megafono quotidiano) La campagna per svuotare i supermercati degli articoli delle colonie di Cisgiordania costringe a...
-
Obama batte Osama | Inserisci il sommario qui
-
* Circa duecentomila i manifestanti a Roma ma un settore rilevante, soprattutto di giovani, decide di dare vita agli scontri con la polizi...
-
Il Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca Scientifica, On. Mariastella Gelmini, e il presidente e amministratore delegato di Fin...
-
Nota quotidiana Negli spot televisivi di due anni prometteva di raddoppiare produzione e magari anche gli stipendi. A credergli solo pol...
-
Ma questo tipo di "reato" è stato già addebitato a compagni/compagne di Taranto, dopo i fatti di Genova 2001. Per questi/e, però, ...
-
Pubblicato da sincri il 9 maggio 2013 Molte sono le domande che si pongono sulle cause di questa nuova tragedia che si è consumata nel po...
-
Se c'è una cosa che non possiamo fare, domenica e lunedì a Taranto, è votare per una persona totalmente nelle mani di un padre pluripreg...

Nessun commento:
Posta un commento