mercoledì 8 settembre 2010

I NEMICI DELLA FIOM

Un intervento su: il megafono quotidiano

Landini lancia lo sciopero articolato, la "nuova piattaforma contrattuale" e la manifestazione del 16 ottobre. Ma l'area di Epifani gli vota contro e trova l'appoggio anche di una parte della Federazione della Sinistra

Imq
La Fiom non si arrende e anche se deve registrare l'opposizione interna che fa capo a Epifani – incredibilmente sostenuta anche da un pezzo della Federazione della Sinistra -, il Comitato centrale che si è svolto ieri a Roma risponde con una mobilitazione straordinaria alla decisione di Federmeccanica di recedere dal contratto metalmeccanico siglato nel 2008. «Un fatto davvero nuovo, che cambia la fase e chiude con l'ipotesi della contrattazione come forma di mediazione degli interessi» sottolinea Landini nelle conclusioni e che induce la Fiom a lanciare un piano di iniziative basate su 4 ore di scioperi articolati, una manifestazione nazionale a Roma il 16 ottobre – aperta a tutte le forze sociali e assunta dalla Cgil che potrebbe chiudere l'iniziativa con l'intervento di Epifani anche se non è ancora confermato - ma soprattutto con il coinvolgimento dei lavoratori attorno alla proposta di una nuova piattaforma contrattuale che la Fiom vuole discutere in tutte le fabbriche per poi approvarla in una grande assemblea dei delegati da tenersi entro gennaio del 2011. L'obiettivo è quello di erodere, con una ampia campagna, il consenso a Cisl e Uil ma anche di insidiare le medie e piccole imprese che oggi accettano in silenzio la strategia che la Fiat ha «imposto a tutto il comparto» ma che potrebbero non tollerare una nuova fase di conflittualità. Ieri ci sono stati scioperi spontanei a Torino e Bologna e altri ce ne saranno nei prossimi mesi e settimane. Ecco quindi che si darà vita a una mobilitazione «articolata», in una sorta di guerra di movimento. Al cui centro, nella prossima fase, c'è la manifestazione del 16 ottobre che la Fiom pensa allargata all'esterno, ai comitati dell'acqua, ai centri sociali, alle resistenze sociali in corso anche se l'indizione è chiaramente Fiom e anche la possibile presenza di Epifani contribuerebbe a renderla una manifestazione più ristretta. Dipenderà da come si muoveranno quei soggetti che sono intenzionati a partecipare in forma organizzata.

In ogni caso la Fiom deve tornare a fronteggiare il dissenso della minoranza interna, capeggiata da Fausto Durante legato a Epifani e all'area “riformista” della Cgil. Ieri Durante, condividendo i giudizi duri su Fiat, Federmeccanica e su quanto avvenuto a Melfi ha però proposto un documento alternativo, carico di aperture a Cisl e Uil per «un nuovo contratto nazionale» in grado di tenere conto «delle necessità della competizione e della produttività». Una proposta immediatamente percepita dal Comitato centrale come una capitolazione della Fiom e che quindi è stata bocciata – 92 a 26 – dal voto finale. Con una “sorpresa”. A intervenire a sostegno di Durante è stato il rappresentante dell'area di Lavoro&Società nella Fiom, Augustin Breda, area che di fatto fa ancora riferimento a GianPaolo Patta, storico dirigente della sinistra Cgil, poi schierato con Epifani e oggi uno dei leader della Federazione della Sinistra. Che si trova a vivere un bel paradosso: a parole sta con la Fiom ma in alcune delle sue articolazioni politiche e sindacali – in questo caso tramite Lavoro&Solidarietà, il “braccio politico” di Lavoro&Società che fa parte della Fds – contribuisce a mettere all'angolo e isolare la Fiom. Ora il prossimo appuntamento è per il Direttivo nazionale Cgil del 14 e 15 settembre: difficile che la maggioranza di Epifani non riprenda le posizioni di Durante. Vedremo se si spingerà fino a mettere seriamente in difficoltà la Fiom. Sarebbe un passaggio di svolta nella vita sindacale che non potrebbe non avere effetti dirompenti.
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